Incontro tra il cardinale Sandri e Tawadros II, in Egitto

sandri tawa

“Dolore per tutte le vittime della violenza, in particolare quelle che in questi anni all’interno della Chiesa Copta sono state provocate da attentati ed atti di terrorismo, persino all’interno delle chiese e durante le celebrazioni liturgiche”. Lo ha espresso ieri il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, durante l’incontro con Tawadros II, Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco. Il loro colloquio si pone al centro del viaggio che il prefetto sta compiendo in Egitto in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dell’incontro tra Francesco di Assisi e il Sultano Malik al-Kamil, a Damietta.
Luogo dell’incontro, definito in un comunicato della Congregazione “caloroso”, il monastero di San Bishoy, situato tra il Cairo e la città di Alessandria. Nel corso del colloquio, il cardinale Sandri ha ricordato il recente viaggio di Papa Francesco ad Abu Dhabi, dove è avvenuta la firma del Documento sulla Fratellanza, che “esprime un auspicio di speranza e rinnovamento nei rapporti tra i cristiani e i musulmani, e più in generale un nuovo stile di collaborazione tra le religioni per la pace e la riconciliazione dei popoli del mondo. Il prefetto ha presentato a Tawadros II “i saluti e l’abbraccio di Papa Francesco, tanto legato e colmo di stima per il Patriarca copto”, e gli ha fatto dono della medaglia commemorativa dell’incontro di Abu Dhabi, insieme alle copie del Documento in arabo e inglese.
Da parte sua Papa Tawadros ha proposto al cardinale Sandri quattro elementi come base per il dialogo ecumenico e cioè: “amicizia sincera, studio delle fonti e delle rispettive tradizioni, dialogo e preghiera affinché tutti e tre i precedenti ambiti siano accompagnati dallo Spirito del Signore”. Il Patriarca copto-ortodosso ha ribadito l'importanza per lui di “camminare a fianco della Chiesa Cattolica, sia in Egitto sia nel mondo”. Riguardo alla violenza ha ricordato l’unità del popolo egiziano “al di là delle appartenenze religiose" e ha sottolineato che “gli atti di terrorismo contro le Chiese oltre ad essere una persecuzione religiosa hanno una chiara valenza politica nel volere dividere le comunità e il popolo che invece si sente uno"

Condividi questo articolo

PinIt