Card. Parolin: “Diffondere e consolidare una nuova cultura della protezione dei minori”

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Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin è intervenuto al convegno sulla “dignità dei minori nel mondo digitale”, inaugurato ieri alla Pontificia Università Gregoriana.
“In questi ultimi decenni la drammatica realtà degli abusi sessuali nei confronti dei minori è venuta prepotentemente alla ribalta nella Chiesa e sono emersi fatti molto gravi”.
La Chiesa, è andata “progressivamente prendendo coscienza dei danni subiti dalle vittime, della loro sofferenza e della necessità di ascoltarle per poi operare in molte direzioni diverse, con una vasta gamma di interventi che vanno messi in atto per sanare le ferite, ristabilire la giustizia, prevenire i delitti e formare gli educatori,  nella prospettiva di diffondere e consolidare una nuova cultura della protezione dei minori”.
“Centinaia di milioni di bambini e giovani stanno crescendo in un mondo digitale, ma in un contesto tuttora sottosviluppato”, ha continuato Parolin, con genitori che non sono adeguati ad aiutarli a crescere con queste tecnologie e governanti che non sanno “da che parte cominciare per proteggerli”. “Periferie”, di cui parla continuamente Papa Francesco, “che si trovano anche all’interno di società ricche, dove c’è molta povertà umana e spirituale”. “Non a caso”, ha affermato il segretario di Stato Vaticano, “spesso sono proprio i minori di tutte queste periferie ad essere oggetto  preferenziale delle reti di sfruttamento e di violenza organizzata online su scala globale”.
“Credo che serva davvero una comprensione, una lettura di questo pericolo a livello globale”, ha detto il ministro dell’Istruzione italiano, Valeria Fedeli, “stiamo già operando su questo e implementeremo ulteriormente e con azioni specifiche che sono quelle della formazione, dell’educazione digitale per i docenti e per i ragazzi perché devono essere messi nella condizione di sapere cosa trovano in rete. Quindi tutti gli strumenti per contrastare quello che in rete possono trovare, non solo sul cyberbullismo ma anche sulla pedofilia perché questo è l’altro elemento molto profondo e purtroppo globale”.

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