Papa Francesco: “Aprire il cuore allo Spirito Santo, per accettare il Dono di Dio”.

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Papa Francesco durante la Messa mattutina a Casa Santa Marta, ha parlato dello Spirito Santo come dono di Dio al quale non bisogna "chiudersi".
“Lo Spirito è il dono di Dio, di questo Dio, Padre nostro, che sempre ci sorprende. Il Dio delle sorprese … Perché? Perché è un Dio vivo, è un Dio che abita in noi, un Dio che muove il nostro cuore, un Dio che è nella Chiesa e cammina con noi e in questo cammino ci sorprende sempre. E così come Lui ha avuto la creatività di creare il mondo, ha la creatività di creare cose nuove tutti i giorni. Il Dio che ci sorprende”.
“Sempre, dai tempi dei profeti, ad oggi c’è il peccato di resistere allo Spirito Santo: la resistenza allo Spirito. E questo è il peccato che rimprovera Stefano proprio ai membri del Sinedrio: ‘Voi e i vostri padri avete resistito sempre allo Spirito Santo’. La resistenza allo Spirito Santo. ‘No: sempre è stato fatto così, e deve farsi così’ Non venire con queste novità, Pietro; stai tranquillo … prenditi una pastiglia che ti calmi i nervi… Stai tranquillo … E’ la chiusura alla voce di Dio.  E il Signore, nel Salmo, parla al suo popolo: “Non indurite il vostro cuore come i vostri padri”.
“La chiusura, la resistenza allo Spirito Santo; quella frase che chiude sempre, che ti ferma: ‘E’ sempre stato fatto così’. E questo uccide. Questo uccide la libertà, uccide la gioia, uccide la fedeltà allo Spirito Santo che sempre agisce in avanti, portando in avanti la Chiesa. Ma come posso io sapere se una cosa è dello Spirito Santo o è della mondanità, dello spirito del mondo, o è dello spirito del diavolo? Come posso? E’ chiedere la grazia del discernimento. Lo strumento che lo stesso Spirito ci dà è il discernimento. Discernere, in ogni caso, come si deve fare. E’ quello che hanno fatto gli Apostoli: si sono riuniti, hanno parlato e hanno visto che quello era la strada dello Spirito Santo. Invece, quelli che non avevano questo dono o non avevano pregato per chiederlo, sono rimasti chiusi e fermi”.
(Da Radio Vaticana)

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