Bombardamenti a Gaza, sempre più feriti accolti nelle varie strutture

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A seguito dei bombardamenti Gaza sarebbero stati accolti alcuni feriti nei quattro ospedali di Gerusalemme Est. Questo evento ha mosso un movimento di solidarietà in concomitanza con la festa islamica del termine del Ramadam.

A molti tra medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, artisti è stato chiesto di recarsi a dare sostegno a questi pazienti, l’invito a manifestare la propria compassione nei confronti di questi feriti era rivolto comunque a tutti coloro che lo desiderassero.

Addirittura raddoppiato il numero dei feriti nel giro di pochi giorni, si parla di circa un centinaio di persone, divise fra vari ospedali.

Al Saint Joseph, uno di questi opedali vi è un via vai continuo di visitatori che si presentano al pronto soccorso con le braccia piene di regali, capi d’abbigliamento, giochi, dolciumi.

Durante il pomeriggio del 30 luglio, si è recato all’ospedale anche il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal,

Il patriarca ha fatto il giro dei reparti valutando, stanza per le condizioni dei feriti.

Il suo viso lasciava trasparire un misto di tristezza e collera. La variabilità all’interno della comunità internazionale nel reagire ai conflitti del Medio Oriente sembra esasperarlo. «Per Gaza, non c’è la minima reazione, è uno scandalo». Ai giornalisti che fanno notare come i pazienti (arrivati dalla Striscia) siano musulmani, il patriarca risponde: «Cristiani e musulmani sono vittime insieme. La carità è una lingua che tutti possono comprendere».

L’uscita di questi feriti dalla Striscia di Gaza è stata resa possibilie da un coordinamento tra la Caritas di Gerusalemme, la Mezzaluna Rossa, il Comitato internazionale della Croce Rossa e le autorità israeliane.

Operazioni che continuano incessanti in parallelo alla guerra che sta straziando queste zone giorno dopo giorno.

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