Papa Francesco: “Scienze e tecnologie sono fatte per l’uomo e non viceversa”.

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Papa Francesco si è rivolto ai circa 30 membri del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita, ricevuti in udienza in Vaticano.
“Il vostro compito è non solo quello di promuovere lo sviluppo armonico ed integrato della ricerca scientifica e tecnologica che riguarda i processi biologici della vita vegetale, animale e umana; a voi è anche chiesto di prevedere e prevenire le conseguenze negative che può provocare un uso distorto delle conoscenze e delle capacità di manipolazione della vita”.

“Le tecnologie, ancora più delle scienze, mettono nelle mani dell’uomo un potere enorme e crescente. Il rischio grave è quello che i cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano, non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano, la complessità dei problemi da risolvere, e il pericolo di usare male della potenza che le scienze e le tecnologie della vita mettono nelle nostre mani”.
"Quando poi l’intreccio fra potere tecnologico e potere economico si fa più stretto", allora gli interessi possono condizionare gli stili di vita "nella direzione del profitto di certi gruppi industriali e commerciali", a detrimento delle popolazioni più povere, nota il Papa. Per arrivare invece ad un’armonica composizione fra le istanze scientifiche, produttive, etiche e politiche e promuovere uno sviluppo sostenibile che rispetti la casa comune, serve apertura al confronto fra le diverse posizioni, con la certezza che la testimonianza resa alla verità e al bene comune dagli uomini di scienza, contribuisce alla maturazione della coscienza civile:
“A conclusione di questa riflessione, permettetemi di ricordare che le scienze e le tecnologie sono fatte per l’uomo e per il mondo, non l’uomo e il mondo per le scienze e le tecnologie. Esse siano al servizio di una vita dignitosa e sana per tutti, nel presente e nel futuro, e rendano la nostra casa comune più abitabile e solidale, più curata e custodita”.
(Da Radio Vaticana)

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