Papa Francesco: “La Parola di Dio non può essere conservata in naftalina, è dinamica”

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Papa Francesco è intervenuto alla commemorazione per i 25 anni dalla firma della Costituzione Apostolica Fidei Depositum da parte di San Giovanni Paolo II.

Questo testo accompagnava l’uscita del Catechismo della Chiesa Cattolica che proprio per Papa  Wojtyla, ha ricordato Francesco, avrebbe dovuto far crescere nella "comprensione della fede" con "l’insegnamento di sempre", ma anche "avvicinare i contemporanei" con le risposte agli interrogativi umani che vengono proprio dalla fede.

"Non è sufficiente, trovare un linguaggio nuovo per dire la fede di sempre; è necessario e urgente che, dinanzi alle nuove sfide e prospettive che si aprono per l’umanità, la Chiesa possa esprimere le novità del Vangelo di Cristo che, pur racchiuse nella Parola di Dio, non sono ancora venute alla luce."
“Si deve affermare con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale. E’ in sé stessa contraria al Vangelo perché viene deciso volontariamente di sopprimere una vita umana che è sempre sacra agli occhi del Creatore e di cui Dio solo in ultima analisi è vero giudice e garante. Mai nessun uomo, «neppure l’omicida perde la sua dignità personale» (Lettera al Presidente della Commissione Internazionale contro la pena di morte, 20 marzo 2015), perché Dio è un Padre che sempre attende il ritorno del figlio il quale, sapendo di avere sbagliato, chiede perdono e inizia una nuova vita. A nessuno, quindi, può essere tolta non solo la vita, ma la stessa possibilità di un riscatto morale ed esistenziale che torni a favore della comunità.
“Assumiamo le responsabilità del passato, e riconosciamo che quei mezzi erano dettati da una mentalità più legalistica che cristiana. La preoccupazione di conservare integri i poteri e le ricchezze materiali aveva portato a sovrastimare il valore della legge, impedendo di andare in profondità nella comprensione del Vangelo. Tuttavia, rimanere oggi neutrali dinanzi alle nuove esigenze per la riaffermazione della dignità personale, ci renderebbe più colpevoli.”
“La Parola di Dio", conclude il Papa,"non può essere conservata in naftalina come se si trattasse di una vecchia coperta da proteggere contro i parassiti! No. La Parola di Dio è una realtà dinamica, sempre viva, che progredisce e cresce perché è tesa verso un compimento che gli uomini non possono fermare. Questa legge del progresso secondo la felice formula di san Vincenzo da Lérins: ‘annis consolidetur, dilatetur tempore, sublimetur aetate’ (Commonitorium, 23.9: PL 50), appartiene a una peculiare condizione della verità rivelata nel suo essere e trasmessa dalla Chiesa, e non significa affatto un cambiamento di dottrina”.

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