Papa Francesco in Sicilia: “Combattere le piaghe della società, impegno al quale tutti siamo chiamati”

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Papa Francesco, in visita in Sicilia, ha deciso di partire abbracciando i fedeli dalla diocesi di Pizza Armerina. Ad accoglierlo il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, il prefetto di Enna, Maria Antonietta Cerniglia, e il sindaco della città, Nino Cammarata.
Il Papa nel suo discorso ai fedeli siciliani si è mostrato incoraggiante ed entusiasta:
“Di fronte a tanta sofferenza, la comunità ecclesiale è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia".
In seguito Francesco ha ricordato le “problematiche che limitano la serenità di questo territorio”.
"Non sono poche le piaghe che vi affliggono. Esse hanno un nome: sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d’azzardo; sfilacciamento dei legami familiari".
“Considerare le piaghe della società e della Chiesa non è un’azione denigratoria e pessimistica” ma un impegno a cui tutti sono chiamati:
Vi esorto, pertanto, a impegnarvi per la nuova evangelizzazione di questo territorio centro-siculo, a partire proprio dalle sue croci e sofferenze. Dopo aver concluso il bicentenario della vostra Diocesi, vi attende una missione avvincente volta a riproporre il volto di una Chiesa sinodale e delle Parola; Chiesa della carità missionaria; Chiesa comunità eucaristica".
“Una Chiesa misericordiosa, sempre più fedele al Vangelo e aperta all’accoglienza di quanti si sentono sconfitti nel corpo e nello spirito, o sono relegati ai margini”. Il Pontefice ricorda quindi il ruolo della “Chiesa della carità missionaria” che si concretizza sentendo “compassione evangelica per i tanti mali della gente, diventando apostoli itineranti di misericordia nel territorio”.
"Leggere il Vangelo, tutti giorni, un passo piccolo del Vangelo, non prende più di cinque minuti. Forse un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa… Prenderlo, e guardare, e leggere. E così tutti i giorni, come goccia, va entrando il Vangelo nel nostro cuore, e ci farà più discepoli di Gesù e più forti per uscire, aiutare tutte le problematiche della nostra città, della nostra società, della nostra Chiesa".

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