Papa prega per le vittime dell’attentato in Nuova Zelanda

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Il pensiero del Papa è tornato al terribile attentato avvenuto in Nuova Zelada: “In questi giorni, al dolore per le guerre e i conflitti che non cessano di affliggere tutta l’umanità – ha detto in questa domenica di Quaresima il Santo Padre - si è aggiunto quello per le vittime dell’orribile attentato contro due moschee a Christchurch”.
“Prego per i morti e i feriti e i loro familiari – ha aggiunto - sono vicino ai nostri fratelli musulmani e a tutta quella comunità, rinnovo l’invito ad unirsi con la preghiera e i gesti di pace per contrastare l’odio e la violenza”. Il Papa ha quindi invitato la piazza ad unirsi in silenzio nella preghiera “per i nostri fratelli musulmani che sono stati uccisi”.
Intanto è salito a 50 morti il bilancio dell’accatto eseguito dall' australiano di 28 anni, Brenton Tarrant. In ospedale restano 36 persone, due delle quali in condizioni critiche. Tarrant, che ieri è comparso in tribunale per la prima volta, è stato rinviato in custodia cautelare al 5 aprile, mentre in conferenza stampa il capo della polizia neozelandese, Mike Bush, ha riferito che le altre due persone arrestate sono state rilasciate perché risultate estranee all'attentato.
Dopo l'attacco terroristico la premier neozelandese Jacinda Ardern ha ribadito la promessa di apportare cambiamenti alle leggi sulle armi da fuoco e che il suo gabinetto ne discuterà i dettagli domani. “Le leggi devono cambiare e cambieranno" ha detto il primo ministro incontrando i giornalisti. La Ardern ha inoltre annunciato che le salme delle 50 persone uccise negli attacchi di alle moschee di Christchurch saranno riconsegnati alle famiglie a partire da questa sera. La restituzione di tutti i copri è prevista per la giornata di mercoledì.

L’attentato scuote anche le diplomazie del mondo islamico. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha chiesto di tenere una riunione urgente dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) per discutere dell'attacco terroristico in Nuova Zelanda. In una conversazione telefonica con il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu, in qualità di presidente rotante dell'Oic, Zarif ha deplorato l'accaduto e sollecitato gli stati musulmani a mostrare una reazione adeguata all'attacco.

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