Santuario di San Gennaro alla Solfatara

san gennaro alla solfatara

Nome: Santuario di San Gennaro alla Solfatara

Locazione: Pozzuoli (NA)

Data Inizio e fine lavori: 1574-1580

Struttura: La facciata si presenta semplice e con un profondo pronao e due belle colonne tuscaniche. Sulle pareti dello stesso ci sono alcune lapidi che ricordano: quella a destra entrando, la visita fatta alla chiesa nel 1697 dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Giacomo Cantelmo, quella a sinistra i restauri eseguiti nel 1701, quella a destra di chi guarda la porta di ingresso, l'edificazione della chiesa nel 1580. Quelle a sinistra: la superiore la elevazione a chiesa parrocchiale nel 1945 e la inferiore la sua costruzione nel 1580, a spese del municipio di Napoli.Sul portale in piperno si trova un delicato bassorilievo seicentesco in marmo, raffigurante il volto di Gesù.L’interno è ad una navata, coperta da una volta a botte unghiata e con cappelle laterali. Un arco trionfale la divide dal presbiterio, coperto da una pseudo cupola affrescata, insieme ai pennacchi e alla volta, nel 1926 da L. Tammaro. Le cappelle sono intercalato da lesene, sormontate da capitelli ionici. Sul pronao trova posto il coro dei frati.

Storia: Fu fortemente voluto dai napoletani affinché sostituisse la precedente chiesetta, risalente all'VIII secolo. La sua costruzione iniziò nel 1574 e si concluse nel 1580. Esso sorse sul luogo preciso dove san Gennaro e i suoi sei compagni furono decapitati per il martirio. Il primo restauro della struttura risale al 1701 e fu concluso nel 1708, quando venne riconsacrata dal vescovo di Pozzuoli Michele Petirro. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio del 1860 la chiesa subì gravissimi danni a causa di un incendio; fu tempestivamente restaurata su progetto dell’architetto Ignazio Rispoli e fu completata appena dopo il colera del 1866 anche con il contributo dei puteolani. Subì altri interventi di restauro e abbellimento nel 1877. Intorno al 1926 la chiesa fu ulteriormente abbellita, soprattutto grazie a vari dipinti. L'11 febbraio 1945 fu elevata a parrocchia dal vescovo Alfonso Castaldo e dedicata anche ai martiri Festo e Desiderio.

Motivo dei pellegrinaggi: Custodisce al suo interno la pietra sulla quale si dice sia stato decapitato, nei giorni che precedono l'anniversario della sua decapitazione le presunte tracce di sangue appartenenti al santo assumono ogni giorno di più un colore rosso rubino, mentre durante tutto il resto dell'anno la pietra è nera. Inoltre all’interno del Santuario è presente un busto di San Gennaro al quale sono stati attribuiti vari miracoli nel corso della storia.

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