Dal 21 al 24 febbraio incontro in Vaticano per la protezione dei minori

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“La negazione è un meccanismo primitivo, ma dobbiamo allontanarci dal codice del silenzio, spezzare la complicità, perché l’omertà non è accettabile”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, mons. Charles J. Scicluna, arcivescovo di Malta, segretario aggiunto della Congregazione per la dottrina della fede e membro del Comitato organizzativo, ha messo a fuoco le intenzioni dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”, in Vaticano tra il 21 e il 24 febbraio prossimi. Nel corso della conferenza di presentazione in Sala Stampa Vaticana, il presule ha chiarito che l’appuntamento, tassello di un cammino intrapreso da tempo, vuole creare i giusti presupposti perché poi ci sia un concreto “follow up”: i vescovi torneranno nelle proprie diocesi per continuare il lavoro, stilare “procedure”, consapevoli delle proprie responsabilità. Quando si tratta di “protezione dell’innocenza”, ha insistito, “non bisogna mollare”: occorre trovare soluzioni sempre più adeguate al problema, perché “la Chiesa sia un luogo sicuro per tutti, soprattutto i bambini”. Mons. Charles J. Scicluna ha parlato anche delle “aspettative” che ricadono su questo incontro, precisando che si può partire dalle “aspettative ragionevoli”: in “tre giorni”, infatti, non potranno essere risolte tutte le questioni, fondamentale sarà poi la declinazione nelle singole realtà delle decisioni assunte.

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