Papa Francesco: “Fame d’amore è l’invito a conoscere Dio”

papa cura

Nella catechesi Francesco si sofferma su come viene vissuto l’amore. “Gli uomini e le donne sono eternamente mendicanti di amore”, cercano un luogo dove essere finalmente amati, ma non lo trovano. “Quante amicizie e quanti amori delusi ci sono nel nostro mondo!”, esclama il Papa che, citando il Simposio di Platone, ricorda che il dio greco dell’amore “è quello più tragico in assoluto: non si capisce se sia un essere angelico oppure un demone” e la mitologia dice che è figlio di Poros e di Penía, cioè della scaltrezza e della povertà, portando quindi un po’ della fisionomia dei genitori. Questo fa pensare alla “natura ambivalente dell’amore umano”, capace di fiorire e subito dopo appassire e morire, quello che afferra, gli fugge sempre via. Il profeta Osea, poi, inquadra in modo impietoso la congenita debolezza del nostro amore quando dice: «Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce». Il nostro amore è dunque spesso “una promessa che si fatica a mantenere”, un tentativo che presto svapora, “un po’ come quando al mattino esce il sole e si porta via la rugiada della notte”. Tutti hanno l’esperienza di aver amato in maniera debole e intermittente:
Desiderosi di voler bene, ci siamo poi scontrati con i nostri limiti, con la povertà delle nostre forze: incapaci di mantenere una promessa che nei giorni di grazia ci sembrava facile da realizzare. In fondo anche l’apostolo Pietro ha avuto paura e ha dovuto fuggire. L’apostolo Pietro non è stato fedele all’amore di Gesù. Sempre c’è questa debolezza che ci fa cadere. Siamo mendicanti che nel cammino rischiano di non trovare mai completamente quel tesoro che cercano fin dal primo giorno della loro vita: l’amore.

Proprio la “fame d’amore” che tutti sentiamo è l’invito a conoscere Dio che è Padre. Per questa esperienza è passata la conversione del brillante retore, sant’Agostino, che cercava fra le creature quello che nessuna gli poteva dare finché non ha conosciuto Dio.

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