Intervista a Matilda Cuomo, fondatrice del progetto Mentoring

Matilda Raffa Cuomo con bambini

di Umberto Mucci

Nella storia recente degli Italiani emigrati in America, esistono pochi punti fermi, personalità simboliche, che mettono d'accordo tutti. Sono spesso artisti affermati, grandi capitani d'industria, a volte sportivi di successo. In questo contesto c'è poi, a rappresentare con grande capacità le migliori doti dei nostri connazionali emigrati negli USA, una donna. Si chiama Matilda Raffa Cuomo: una forza della natura con l'entusiasmo di una bambina, pur avendo anche tanta esperienza di successo. Descriverla come moglie di Mario e madre di Andrew è corretto, perché la famiglia è per lei al primo posto ma non rende interamente giustizia ai tanti meriti che si è saputa conquistare sul campo. Signora Cuomo cosa significa per lei essere Italoamericana? Ho sempre considerato con orgoglio il mio essere Italoamericana. Ogni giorno c'è più consapevolezza della bellezza e della grande cultura italiana, e ogni giorno l'America conosce meglio i risultati degli Italiani che sono venuti qui, da Filippo Mazzei, amico e ispiratore di Thomas Jefferson, a tutti gli artisti che hanno realizzato opere meravigliose negli Stati Uniti, a coloro che vennero qui senza avere nulla e costruirono una parte di America con il loro duro lavoro. In Italia bellezza, genio, cultura e innovazione sono sempre stati di casa: in ogni settore in cui sia possibile dimostrare talento. E ogni giorno l'America se ne accorge di più, e ogni giorno noi Italoamericani ne siamo più orgogliosi. 

Tra le molte cose che ha fatto, lei è la fondatrice del progetto Mentoring USA. Ci dice qualcosa in più su questa iniziativa? Durante il suo mandato da Governatore, mio marito mi disse: hai cresciuto così bene i nostri figli, perché non mi aiuti con i bambini che stanno lasciando la scuola nello Stato di New York? Entrambi condividevamo quanto fosse tragico il fatto che molti ragazzi abbandonassero gli studi: la scuola li aiutava, li educava, li teneva lontano dalla strada e dai guai. Le droghe, l'alcol, le gravidanze adolescenziali erano tutte conseguenze del precoce abbandono scolastico: così cercammo di capire cosa fare, e pensammo che la migliore cosa sarebbe stata la prevenzione, mediante l'affidamento ad ogni ragazzo di un mentore. Facemmo accordi con le istituzioni scolastiche e accademiche dello Stato, e nacque nel 1985 il New York State Mentoring Program, il primo nel Paese. Oggi il programma esiste anche in Italia, in Spagna e in Marocco. In Italia è guidato da Sergio Cuomo, anche lui parte della nostra famiglia, e ha base a Salerno ma lavora in tutto il Paese: sono riusciti nel portare il programma in Italia, facendo qualcosa di molto difficile, per un progetto nato in America. Lavorano davvero molto bene. Oggi purtroppo ci sono difficoltà, perché il supporto di alcuni sta venendo meno, per colpa della crisi, ma io spero davvero che chiunque, di qualsiasi parte politica, capisca che destinare fondi per dare un migliore futuro ai bambini è l'investimento più sicuro che si possa fare.

Estratto dell’intervista pubblicato su Wetheitalians . A corredo dell’articolo la foto di Matilda Cuomo con alcuni bambini che partecipano ai progetti di Mentoring

Condividi questo articolo

PinIt