Papa Francesco in visita a Casa hogar Buon Samaritano, a Panama

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Papa Francesco si recherà alla Casa hogar Buon Samaritano. Da quindici anni il rifugio ospita malati di Aids e persone sieropositive a cui prima la società e poi la famiglia hanno voltato le spalle. «Contrariamente a quanto si pensa, l’Hiv non è democratico. Certo, tutti possono infettarsi e accade, benché ci sia una maggiore incidenza tra i settori più marginali. Non tutti, però, possono curarsi allo stesso modo. Gli antiretrovirali, se presi con regolarità, consentono ai contagiati di tenere sotto controllo il virus. Lo Stato li dà gratis. Ma chi vive lontano dalla città e dagli ospedali, in particolare nelle aree indigene, non ha i soldi per andare a prenderli. Spesso non sa nemmeno che tali farmaci esistano. Ecco perché i tre quarti dei nostri ospiti sono nativi», sottolinea Rodríguez. Sono la marginalità e il pregiudizio di tanti, perfino dei familiari, a condannare a morte i contagiati.

«La fraternità, ispirata dalla fede nel Dio Samaritano, li fa vivere – prosegue l’amministratore –. Noi li raccogliamo sul ciglio della strada “da Gerusalemme a Gerico”, fasciamo le loro ferite con un percorso medico e psicologico, diamo istruzione o formazione tecnica perché trovino un mestiere e, quando ormai possono camminare da soli, li aiutiamo a reintegrarsi nella società. Ripeto: qui non si viene ad aspettare passivamente la morte. Qui si combatte per la vita».

Non è un caso che i primi fondi per il rifugio siano stati raccolti durante una Quaresima tra i fedeli di Santa Maria del Cammino, situata sulla frontiera fra le baraccopoli di Porvenir e Chorrito. Il parroco, padre Domingo Escobar, da qualche tempo, aveva cominciato a ricevere richieste di cibo, di una doccia o anche solo di fare due chiacchiere da parte di sieropositivi e malati di Aids. «Erano poveri e, a causa dell’Hiv, avevano perso anche il sostegno delle famiglie. Non sapevano dove andare. Una volta, uno di loro mi ha detto: “Vengo qui perché è l’unico posto dove non mi accusano. E per la prima volta sento di avere ancora voglia di vivere”», racconta padre Domingo. Da qui l’idea di creare una struttura, piccola, dati i mezzi a disposizione: una ventina di posti. Ma molto attiva.

Il Buon Samaritano – inaugurato il 15 febbraio 2004 – svolge anche una capillare azione di prevenzione e sensibilizzazione. Hiv e Aids sono estremamente diffusi a Panama che, per il suo essere terra di mezzo e di passaggio, registra alcuni dei tassi più alti dell’America Latina. Da quando è stato registrato il primo caso, trentacinque anni fa, quasi 40mila persone hanno contratto il virus, oltre 11mila ne sono morte: quasi una al giorno. Nel 2018 si sono registrati quattrocento nuovi casi.

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