Costruire amicizie e crescere con gli altri col metodo one – to – one

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di Katia Marabello, referente programmi Mentoring USA/Italia – Progetto Tutti i colori del mondo

SALERNO - "Dov'è Chiara? Non viene oggi?" mi sussurra Luisa guardandomi negli occhi con aria sorpresa e timorosa. “È solo un po' in ritardo, non preoccuparti", le rispondo con una certa sicurezza. Luisa è un mentee di 10 anni, proveniente dalla Nigeria, che durante uno degli incontri settimanali Mentoring aspetta, impaziente, l'arrivo del suo mentore. Nel frattempo, diamo inizio alla fase del grande gruppo che, settimanalmente, apre le nostre attività. È un momento molto importante per noi, in cui ci sediamo tutti in cerchio e riprendiamo contatto con l'altro e con noi stessi, attraverso l'altro. È come trovarsi davanti ad un grande specchio, in cui ognuno può guardarsi più o meno a fondo grazie ai feedback altrui. Qualche volta non vuoi averne consapevolezza ma il gruppo ti mette sempre di fronte alla realtà, di fronte a te stesso, con i tuoi limiti ma, anche, con le tue risorse e, miracolosamente, ti accetta per quello che sei! Con il tempo abbiamo imparato a conoscerci e rispettarci: conoscere le sfaccettature delle singole personalità e rispettare i tempi fisiologici di ciascuno. Intanto, Luisa sta ancora aspettando impaziente il suo mentore, mentre le attività del gruppo vanno avanti: si gioca insieme, si scambiano opinioni ed emozioni. Con il passare del tempo, il suo sconforto diventa smarrimento, profondo senso di solitudine, forse anche paura dell'abbandono, ed io inizio a sentire la sua angoscia. Chiedo a Giuseppe, il coordinatore scolastico,di verificare il motivo del ritardo di Chiara. I mentori compresa la nostra preoccupazione e, consapevoli anche loro della necessità di non creare allarmismi, si sono allontanati con il proprio mentee o a gruppetti per coinvolgere anche Luisa, cercando uno spazio utile per lo svolgimento delle successive attività della fase one-to-one. Ognuno a suo modo ha contribuito in maniera significativa alla costruzione del gruppo. Mi piace pensare a ciascuno di noi come ad un piccolo pezzetto di puzzle che, da solo, ha una forma ben definita ma il cui significato si può comprendere solo attraverso una visione d'insieme, con tutti gli altri pezzi. Ed, infatti, tutti insieme abbiamo affrontato questa giornata diventata difficile, sostenendo Luisa, sostenendoci reciprocamente, tutti uniti da una comune speranza. Chiara ora sta bene, quella mattina ha avuto un serio malore e non ha potuto avvisare. Questo episodio è solo uno dei tanti esempi che potrei fornire a testimonianza di ciò che questo Progetto rappresenta per chi vi partecipa, dei sentimenti che scatena, dei legami che determina. Ritengo che sia questo il senso più profondo dell'esperienza che il Progetto Mentoring ti permette di fare: costruire relazioni amicali e crescere in senso positivo, attraverso gli altri, attraverso la condivisione di idee e sentimenti, senza paure, né giudizi né etichette. Potrei parlare di crescita di autostima, fiducia in sé e nelle proprie capacità, miglioramento delle modalità di relazione interpersonale e comunicazionale, di potenziamento delle competenze linguistiche, e tanto altro ancora, ma penso che tutti questi obiettivi non si potrebbero raggiungere se non ci fosse un clima di fiducia ed accettazione tale da permetterne l'implementazione.

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